Gli ultimi miei viaggi all’estero si sono caratterizzati per una certa dose di fortuna. Non posso quindi esimermi dal fare qualche passo indietro, andando a ripescare nella mia memoria e raccontarvi un po’ quel che è accaduto…più Weird World di così…
Dublin (Ireland), 9 settembre 2006. Arrivo nella splendida e accogliente capitale irlandese in un caldo pomeriggio di settembre, ancora scossa per i postumi della laurea (avvenuta meno di 48 ore prima).
Il giorno dopo ero già col maglione di lana e diluviava, e così avrebbe fatto per le due settimane successive, se escludiamo il piccolo ciclone che c’è stato nelle immediate vicinanze di Dublino, evento che non accadeva da non so quanto tempo…
Una volta atterrata, recupero il mio piccolo trolley di 70 x 140 cm, 25 pesantissimi kg di plastica argentata (che già dopo il viaggio di andata era diventato color grigio topo), tanto che sia all’andata che al ritorno al check-in ci hanno appiccicato sopra un adesivo rosso con scritto HEAVY (ma dai!), mentre l’omino al banco sghignazzava assistendo ai miei vani e ridicoli tentativi di sollevare la valigia da terra (sia all’andata che al ritorno, infatti, mi sono ritrovata sdraiata sulla valigia sul nastro trasportatore, ma non importa…).
Tento quindi di chiamare il tipo, tale Tony Vincent, che avrebbe dovuto darmi le chiavi del residence in cui sarei andata ad alloggiare. Ovviamente il mio cellulare con SIM italiana non prende il suo maledettissimo numero irlandese.
Prendo un autobus quasi a caso e col mio mega-valigione raggiungo Merrion Square, nei cui pressi avrebbe dovuto trovarsi il mio residence.
Tento ripetutamente di chiamare il sempre meno simpatico Tony Vincent, ovviamente ancora irraggiungibile.
Cerco allora da sola la via in cui avrebbe dovuto trovarsi questo famigerato American College Park Hotel (un nome una garanzia…forse park era nel senso di “parcheggio” e non di “parco, giardino”…degrado totale!).
Trovo la via, ma al numero civico indicato nel mio voucher si trova un negozio gestito da un maghrebino e che vende articoli non ben identificati (una sorta di bar, internet cafè, mini-market e altro su cui non ho avuto il coraggio di indagare). Non esisteva nessun residence in tutta la via! Disperazione totale.
Sono già passate due ore dal mio arrivo…a Tony Vincent non è venuto in mente di provare a chiamarmi per vedere che fine avevo fatto? No. Decisamente no.
Dopo un lungo girovagare col mega-valigione al seguito, dopo innumerevoli tentativi di mettermi in contatto con quell’idiota patentato, (tra parentesi era sabato pomeriggio e in giro non c’era nessuno!) trovo una ragazza (il mio angelo custode!) che col suo cellulare riesce finalmente a contattare Tony Vincent…dopo due minuti mi si presenta una pallina rossa rotolante, con jeans e infradito (era proprio un gran figo e poteva permettersi questo abbigliamento o_0), presentandosi come tale Tony Vincent e masticando delle scuse a mezza bocca. Io non gli rispondo e lo seguo. L’idiota mi porta davanti al negozio misterioso. Non capisco. Apre la porta, attraversiamo il negozio. Capisco e allibisco. L’ingresso del residence è all’INTERNO del negozio.
Oddio, residence è una parola molto grossa, ma ho scoperto che esistono delle difficoltà di traduzione della parola dall’irlandese all’italiano…per farla breve, il famigerato “residence” altro non era che una sorta di appartamento scalcinato di tre piani, sette stanze in tutto (un paio di doppie, il resto singole). Ha piovuto dentro per tutta la prima settimana.
La mia stanza è ovviamente al terzo piano. Guardo Tony Vincent con occhi iniettati di sangue – è stata immediata simpatia tra noi due – e gli mollo di fianco la mia “valigetta”. Senza che io dica niente, lui trema e si sobbarca del mega valigione, portandomelo su per tre piani di scale ripidissime e strettissime. Il mio ego è cresciuto a dismisura. >;-)
Dopodiché mi consegna le chiavi della stanza e mi annuncia che sarebbe andato in ferie per due settimane dall’indomani. La mia valigia, in effetti, era particolarmente pesante.
Apro la porta e faccio finalmente conoscenza con Isabelle, francese, quella che sarebbe stata la mia compagna di stanza per le successive due settimane (una sorta di armadio a quattro ante con cui abbiamo scambiato tre parole in quindici giorni), che mi accoglie dicendo:
“Pleased to meet you, I’m Isabelle, I’m French and I hate Italian people”
…benissimo… o_0′



K bello leggere le tue avventure in giro per il mondo!Sl k nn si può certo dire siano andate benissimo……Devo dire k sei coraggiosa a preder armi e bagagli e andar via da sola! Lasciami però dire k le ragazze dovrebbero imparare ad arrangiarsi a portare le valige, certo è k il gesto di cavalleria k un ragazzo fa dandoti una mano è sempre piacevole!Sl k ultimamente son così rari! Penso k tte ste esperienze in giro per il mondo ti aiutino tantissimo a crescere e diventare indipendente….Mi sbaglio?
@Valentina: eh, già hai proprio ragione…diciamo che aiutano ad arrangiarsi anche quando sei veramente da sola, lontano da casa e in un posto di cui capisci molto poco la lingua…e nonstante le difficoltà di adattamento, trovo affascinante avere la possibilità di conoscere modi diversi di vivere…
cmq con quella poco simpatica francese mi sono presa una bella rivincita
…
hai anche ragione per le valige, ma c’è un limite fisico: la valigia pesava più della metà di quanto peso io!
ovviamente le mie (dis)avventure non sono finite qui! leggerai presto altre chicche delle mie poco fortunate vacanze
portare su la mia valigia (ha avuto difficoltà anche lui) per tre piani (non puoi nemmeno immaginare come erano quelle scale! livello di pendenza mai visto!) era una punizione per tony vincent per avermi abbandonato al mio triste destino in merrion square… ihih >:-)
Sempre detto k esiste una tacita giustizia su qsta terra!
@Valentina: ihihih
) già già!! anche perchè gli ho fatto avere un bel po’ di casini…quando sono tornata in italia, ho mandato una bella lettera di reclamo (2 pagine, incazzata nera!!)…mi hanno fatto lo sconto sulla vacanza successiva (che anche lì non è stata il top, ma cmq…)…povero tony vincent, mi odierà..giustamente
[...] “ma tanto l’altro è praticamente uguale”…per maggiori dettagli su dove sono capitata vedi Frammenti di vita irlandese: l’arrivo…praticamente una bettola. Ovviamente protesto, ma la tipa dell’agenzia mi dice di andare alla [...]
oddio….devo partire a Gennaio….di che agenzia parli? Spero di non trovarmi nella tua stessa situazione…..
@Caterina: sono partita con il CTS…diciamo che fanno pochi controlli sugli alloggi, ma se hai un buon referente nella tua agenzia in Italia che sa far sentire la sua voce (e difende i tuoi interessi) a quelli della sede centrale, non dovrebbero esserci problemi di questo tipo! io sono stata sfigata perchè la tipa della filiale a cui mi sono rivolta era una perfetta incapace e non ha saputo imporsi per niente con quelli della sede centrale…così mi ha lasciato sola al mio triste destino