Chiedo umilmente scusa per non aver aggiornato decentemente questo blog nelle ultime settimane, ma sono stata troppo presa da un altro blog che devo costantemente tenere aggiornato per lavoro (ed è un sito tanto più complicato di questo!), cosicchè mi è venuta una po’ la nausea di wordpress, anche se – lato positivo – lo conosco ormai meglio delle mie tasche (che brutto modo di dire, ma è così).
Vi delizio quindi con un altro dei miei aneddoti sulle mie speciali vacanze all’estero, caratterizzate sempre da una certa dose di fortuna.
L’altro giorno stavo riguardando le foto della mia ultima vacanza in Inghilterra e mi sono ricordata dell’arrivo – anche stavolta – traumatico in quel di Brighton.
Arrivo all’aeroporto di Londra Gatwick, in un pomeriggio di agosto: freddo e diluvio. Amo Londra. Per chi non ci fosse mai stato, tenete presente che ci vuole una buona mezzora per arrivare dal punto in cui ti sbattono fuori dall’aereo fino al ritiro bagagli: ti fanno fare una sorta di tour per kilometri e kilometri (al ritorno ho preso anche una sorta di metro, ma tralasciamo). Comunque, giungo finalmente all’uscita di questo stramaledetto aeroporto e aspetto la tipa della scuola che doveva venirmi a prendere e portarmi a Brighton a conoscere la famiglia eccetera eccetera.
Aspetto esattamente un’ora. Alla fine mi si presenta una vecchia strega biondo platino con un cartello di cartone strappato con scritto alla meno peggio il mio nome (o almeno credo).
Mi avvicino e lei inizia a sghignazzare come una psicopatica e si scusa dicendo che c’era traffico. Partire prima, no?
Andiamo verso la sua auto: una vecchia carretta con il sedile posteriore coperto di cose di dubbia origine e con una coperta di lana che conteneva più germi di un laboratorio batteriologico. Ovviamente, la vecchia mi fa sedere dietro.
Prima di partire, si gira e mi fa: “Mi raccomando, allaccia le cinture.”
Dopo tre secondi, capisco il motivo della raccomandazione: la vecchia parte sgommando nel traffico londinese, distribuendo insulti gratuiti a destra e a manca. O_o
Per fare il tragitto Gatwick – Brighton di norma ci vogliono 40 minuti. Noi ci siamo arrivate in 20 minuti. Abbastanza traumatizzante il fatto che la vecchia correva ad una velocità pazzesca nella corsia più a destra, che per noi italiani, è la corsi più lenta. In England è tutto l’opposto, ma non è questo che pensi spontaneamente appena arrivata. Preghi soltanto di arrivare viva a destinazione.
Arriviamo – fortunatamente tutte intere – in quel di Brighton, davanti alla casa della famiglia che avrebbe dovuto ospitarmi. La vecchia megera apre lo sportello, deposita me e valigia davanti alla porta e riparte sgommando e ridendo sguaiatamente.
Personale davvero selezionato, non c’è che dire.



Accidenti k deliziosa signora! Lasciami dire k te ne capitano d tt i colori in giro per il mondo…..
@anonimo (che presumo sia Valentina…): eh già, io vado in vacanza per stressarmi!
)
[...] residenziale di Brighton), a pochi passi dalla scuola. Fantastico. Arrivo in quel di Brighton e, dopo esser stata depositata poco delicatamente davanti alla porta di casa, faccio la conoscenza della mia “host mum” (orribile, ma si chiama tecnicamente così la tipa [...]