Lunedì.
Arrivo in ritardo a lezione, giusto cinque minuti. Se solo non fossi stata ricoglionita, non avessi sbagliato fermata dell’autobus e non avessi dovuto farmi mezzo chilometro a piedi, FORSE sarei arrivata puntuale.

La prof doveva dirci com’erano andati i “compitini per casa” che ci aveva assegnato la scorsa settimana (una roba assurda, megagalattica e complicata che nessuno aveva capito come fare). Pensavamo in una tranquilla lezioncina di spiegazione e invece…
Arrivo trafelata, rossa come un peperone, dopo quella corsa. Apro la porta, facendo il più piano possibile per passare inosservata; sono tutti già seduti e zitti e nel preciso istante in cui io apro la porta, la prof chiama il mio nome! Ed io, viola (tra la corsa e l’imbarazzo), sudata e ansimante, con la sciarpa che mi sta strozzando, sussurro, alzando la manina: “Sono io…” 24 occhi (dei miei colleghi) puntati su di me.
Prendo una sediolina, di quelle tipo sala conferenze, con la tavoletta per gli appunti laterale, e mi piazzo in ultimissima fila. Cerco di sistemarmi, sempre tentando di non fare casino, sempre nel vano tentativo di risultare trasparente. Tiro fuori il quaderno degli appunti, lo appoggio sulla tavoletta e…track! Casca tutto per terra, facendo un rumore pazzesco. 26 occhi (compresi quelli della prof) puntati su di me. Non so di che colore sono diventata.
La prof ad un tratto si alza minacciosa, dispone i fogli con i nostri compiti a mo’ di mazzo di carte, va da un mio collega in prima fila e gli fa: “Scegline uno”
Scegline uno?? Sadismo: come far diventare un innocente ragazzo oggetto di linciaggio da parte dei colleghi. Ponzio Pilato-prof se ne lava le mani.
Estrae timidamente il primo foglio…e chiama una tipa.
Prof, felice e sorridente: “Bene, vieni qui davanti a tutti ad esporre il tuo lavoro!”
Poi, con un ghigno sadico: “…e adesso, scegline un altro!”
AAARGH! Non è finita la tortura psicologica, dunque!
Sono lì, rifugiata nel mio cantuccio, che penso, come quando ero a scuola e temevo l’interrogazione: “Speriamo non mi chiami, speriamo non mi chiami, speriamo non mi chia…” Ecco appunto. Chiama me.
Prof: “Bene, allora tu farai la discassant“
Io, terrorizzata (tenete presente che io sono di una timidezza patologica; metteteci pure che sono stata presa alla sprovvista…), penso: Diss…che??
Tutti ovviamente sapevano cosa voleva dire quella parolaccia, tranne me.
Discussant (leggi di-scassan-t): dicesi di controrelatore, di persona che pone delle domande critiche al relatore, evidenziando i punti deboli dell’esposizione e criticandone l’argomentazione.
In poche parole, uno scassapalle. Lo dice anche la parola stessa



Stavo giusto cercando una scusa per saltare la lezione di oggi pomeriggio ed ecco il tuo post!!!
Almeno gli hai scassat le palle?
Come è andata? che voto ti ha dato? io non sono così sadica, quando devo interrogare estraggo i malcapitati con il dado a 20 facce oppure con quello da 30 facce.
Così impari a fare i “pesci di Aprile”
Vuoi che di-scas-si con te un’esperienza di sadismo?
La mia prof d’italiano del liceo aveva escogitato un piano diabolico per le interrogazioni.
Una scatolina coi bigliettini coi nostri nomi che lei idealmente stringeva nel pugno e innalzava ritualmente da cui estraeva le vittime.
Queste, trascinatesi alla cattedra, accedevano alla seconda scatolina dalla quale pescavano personalmente le domande: una sorta di eutanasia, ti uccidi con le tue mani.
…I’m glad it’s over
@venividiwc: sono contenta che il mio blog sia fonte di ispirazione
@Sara: no, poverina! era una mia compagna di sventura, non potevo infierire, un po’ di solidarietà studentesca
e poi per far delle domande di critica costruttiva avrei perlomeno dovuto: 1: essere interessata all’argomento (e non lo sono affatto!)
2: aver compreso e interiorizzato i concetti di cui stava parlando (e ancora mi risulta oscuro il fine ultimo di questo corso…!)
3: non essere timida al 1000 x 1000!!
…le ho fatto una domanda in base a una cosa che io avevo messo nel mio lavoro e che nel suo non c’era…sono una buona scassapalle
@euclide: anche il mio prof di filosofi al liceo usava i dadi ed estraeva il numero corrispondente all’ordine alfabetico…mi beccava sempre (il 10 usciva molto facilmente, sigh)
@Luca: no, questa è crudeltà! un suicidio scolastico
ma la prof era la Gxxxxxxxxx?
grazie perchè io non sono riuscita a dire NO al suo corso!!
non sono per niente pentita:)
ma com’è andata?
bacio
@Paola: esatto, proprio lei!!
ma lei è brava (anche se vuole interagire un po’ troppo!), la materia è penosa però…
avrei evitato accuratamente anch’io, ma la mia lista degli esami a scelta era ormai esaurita (escludendo Riccxxxxxx e cose tremende tipo”Storia dell’impresa”, rimane ben poco!)
mah, così così, non ho parlato molto, me l’ha anche sottolineato e io le ho detto: “Io parlo poco in generale”
alla fine mi ha chiesto anche di dare un giudizio su quell’altra ragazza :-@ colpo basso, non si fa!
@Luca ahahahahhaha anke io al primo anno di superiori avevo la prof di scienze ke faceva così
@Weird poveretta
@Luca: la tua prof. mi supera in cattiveria…devo preoccuparmi. Ma cosa intendi per “idealmente stringeva nel pugno”?…sai devo imparare
@Luca: non dare spunti ad Euclide, che poi abbiamo i suoi alunni sulla coscienza
@daemonia: la tipa deve essere rimasta traumatizzata: ieri non è venuta a lezione !