Quando ero piccola, ricordo che la domenica leggevo sempre le vignette della Settimana Enigmistica di mio nonno. Mi colpivano soprattutto quelle in cui c’erano disegnate delle cose assurde, eventi surreali, pazzeschi. Queste vignette erano senza parole e riportavano semplicemente la didascalia in calce: “Odio il lunedì”. Per molto tempo mi sono domandata quale significato avesse quella frase. Poi, quando i miei lunedì hanno iniziato a diventare una barzelletta, ho capito…

Sveglia ore 5, causa incubo notturno: avevo dimenticato la porzione di pasta (che dovrei mangiarmi stasera) fuori dal frigo ed era andata a male. La casa si era riempita di vermi, piccoli e viscidi. Rimembranze di una certa esperienza in un certo appartamento.
Arrivo in stazione: il mio treno è stato soppresso. Il treno successivo è in ritardo di 15 minuti. Al binario, folla di pendolari inferociti e ragazzini in gita scolastica. Centinaia di persone che volevano accaparrarsi un posto a sedere su quel trenino a vapore. E’ stata una lotta all’ultimo sangue, con tanto di ombrellate e sgomitate.
Nebbia in quel di Venezia. E freddo, ovviamente.
Ritorno a Padova. Inizia a piovere nell’esatto momento in cui metto piede fuori dalla stazione. Mi rifiuto di aprire l’ombrello. Prendo il fantastico metrobus per arrivare ad un’ora decente a lezione. Mentre sono sopra, si sente una botta e il tram si ferma. Un simpatico vecchietto aveva giustamente scelto l’ora di punta e proprio quel tram per farsi mettere sotto. Niente di grave: con la sua bicicletta ultimo modello (del ‘700) aveva pensato bene di passare col rosso e di invadere la corsia del tram. Questa era troppo stretta, per cui il tram ha sfiorato il manubrio del tipo che si è sbilanciato ed è finito per terra, fortunatamente di lato e non sui binari. Se n’è andato via zompettando con la sua bicicletta, quindi sta benone.
Sarei dovuta andare in due biblioteche alla ricerca di un maledetto libro, che pare esista solo in inglese. I miei buoni propositi di brava studentessa sono sfumati nel preciso istante in cui ha iniziato a diluviare. Umidità e libri non vanno d’accordo. E io non vado d’accordo con gli ombrelli.
Mi rifugio dunque nel magico mondo della mia residenza. Appena apro la porta della mia stanza una cosa enorme e con tremila zampette circola sul pavimento. Urlo agghiacciante e rapidità d’azione. Ho disintegrato non so quale essere appartenente a non so quale specie animale. Ma spero vivamente che sia in via d’estinzione.
La serata si è conclusa degnamente da lunedì, visti certi avvenimenti di pubblico rilievo. Sigh.



Il lunedì è una palla primordiale…
@daemonia: sono d’accordo…per me è ormai diventato sinonimo di weird day !