1. Prendete l’unica giornata di ferie che vi è stata concessa finoa questo momento. E’ importante che sia anche l’unica giornata di riposo che avrete nelle prossime due settimane, 25 aprile compreso, sapendo che mentre tutti gli altri saranno in ferie a sollazzarsi, voi sarete lì a lavorare (gratis) fino a dieci ore al dì.
2. Prendete una macchina, la vostra possibilmente, e decidete di andare al lago. Scegliete di fare la strada più trafficata e frequentata dai turisti del lunedì di Pasquetta (voi compresi, voi che non lo fate mai, stavolta lo fate, decidete di far parte della massa di quelli che il lunedì di Pasqua fanno la gita fuori porta. Tutti quanti e tutti alla stessa ora. E nello stesso luogo).
3. Cercate di stare in coda il più possibile. Sotto il sole cocente, sognando la spiaggia su cui fra un paio d’ore vi sdraierete, il gelato che mangerete e le strade che sbaglierete prima di arrivarci.
4. Cercate di rompere inaspettatamente la frizione, di modo che non potete più cambiare le marce e per mettere in folle dovete pregare in turco tirando con tutti i muscoli che vi siete fatti in sei mesi di palestra. Attenzione: la macchina si deve fermare in modo da bloccare le auto dietro di voi in colonna per kilometri.
5. Cercate di spingere la macchina sul ciglio della strada per far passare i turisti-automobilisti-senza cervello che invece di chiedere se hai bisogno di aiuto, si fermano per chiederti indicazioni sulla strada. Da’ le indicazioni sbagliate, mi raccomando.
6. Cerca il numero del soccorso ACI e scopri che non solo non ce l’hai salvato sul cellulare, ma non hai nemmeno la tessera ACI con te. Chiama il 112 per farti dare il numero. E tuo padre per chiedere il numero della tessera, il quale ti risponde tempestivamente dopo mezzora.
7. Scopri con piacere che il call center dell’assistenza stradale è a Roma e se parli all’operatrice di Pastrengo e Sona, ti risponde dicendo: “ehm ehm…boh…posso avere l’aiuto del pubblico?”
8. Parli al telefono con l’operatrice per mezzora per farle capire da quale punto di Italia stai chiamando. Il carro attrezzi arriva dopo un’altra abbondante mezzora.
8. Cerca un carro attrezzi che ti porti non fino a casa, come previsto dal contratto della tua benemerita tessera ACI, ma fino al centro di assistenza più vicino, che in realtà è a 10 km più in là rispetto a dove ti si è fermata la macchina, quindi ancora più lontano da casa tua. Fa’ in modo che il centro di assistenza sia dislocato ai bordi dell’autostrada, lontanissimo dal centro abitato e da qualunque mezzo pubblico che possa riportarti in un luogo civile e abitato da cui tentare di raggiungere la propria abitazione.
9. Fa’ in modo anche che il tipo del soccorso stradale ti abbandoni lì senza darti nessuna indicazione e, mentre riparte sgommando perché gli hai rovinato il pranzo di Pasquetta, ti lanci dal finestrino un foglietto col numero del taxi – se proprio vuoi tornare a casa.
10. Chiama il taxi. Che naturalmente viene da un altro paese ancora e – visto il traffico – impiega mezzora a venirti a prendere. Calcola che hai a disposizione pochi soldi, sei senza bancomat (cosa vuoi che serva? pensavi stamattina) e il tassista applica tariffa doppia perché è giorno festivo.
11. Fatti abbandonare alla stazione dei treni più vicina e prega perché ci sia un treno che ti porti a Verona e da lì poi un altro fino a casa.
12. Il treno c’è e siccome hai 45 minuti a disposizione prima che parta decidi di farti un giretto in centro. Inizia a piovere, naturalmente.
Complimenti! Alla fine sei partito con la macchina e sei tornato col treno, lasciando l’auto in chissà quale sperduto paese (e per riprendersela, chissà…), hai impiegato un’ora ad andare verso il lago e sette per tentare di ritornare a casa. E il lago non l’hai neppure visto.



Wow!


Senza leggere il punto 1 sembrerebbe la degna giornata inventata per farti spaventare e non andare in gita fuoriporta nel momento in cui ti viene voglia di farlo…
Mi dispiace!
Mettila così, hai conosciuto persone interessanti, no?
L’operatrice del call center che sicuramente era più nera di te perchè costretta a lavorare di giorno festivo…
L’operatore del 112 che sicuramente si sarà sentito scambiato per l’operatrice del call center…
Il tassista che anche lui poverino, lavorava nel giorno festivo…
Tutti quanti avranno pensato di te: che fortuna sta ragazza che ha potuto passare un giorno libero nelle festività pasquali!
E tuo papà magari ti avrà richiamato dopo mezz’ora perchè pensava che essendo tu in ferie quel gorno, avresti voluto un pò di spazio per te e non voleva disturbarti!
Contorto come ragionamento, non credi?
Adesso so che se avrò bisogno di un supplemento di sfiga aggiunta, mi basterà farti uno squillo!
Ciao Ciao!
oggi è venerdì 17…chiama quando vuoi
Weird…
Domani ti scrivo adesso è meglio di no!
Ciao!!!!
A me si è fermata a Bologna… Dovevo arrivare a Milano… Sono tornato anche io a casa in treno… Ma non a pasquetta, poco prima…
Era decisamente meglio andare a lavorare
Ops… Non ti ho più scritto…
Meglio così, passata la sfiga,
finito tutto!
Ciao!!!
Wow ! che giornatina!!! Speriamo che al lavoro vada un po’ meglio eh?!