30 dì conta novembra, con april, giugno e settembre…e dopo mesi, mi fissano due colloqui entrambi il 15 giugno. Uno a Roma, l’altro a Milano. Ora, ho sempre desiderato avere il dono dell’ubiquità, cosa che mi sarebbe tornata molto utile durante l’università. Così, siccome entrambe le agenzie hanno sede nella capitale, ho spostato uno dei due appuntamenti e colto due colloqui con un viaggio.
Il lunedì romano di TheWeird:
- tu che decidi di metterti una giacca per presentarti al colloquio e fuori fanno quaranta gradi. Risultato: te ne fotti altamente del dress code e la prima cosa che dici quando entri è: “Scusi, ma mi tolgo la giacca”. Contro tutte le regole del buon colloquio di lavoro. Ma il selezionatore era in jeans e Converse, quindi è andata bene così
- colloquio fatto al bar (quando pensi di aver visto tutto, è lì che devi cominciare a stupirti). Eh, sì, sai com’è, ufficio in ristrutturazione. Primo bar chiuso. Secondo bar chiuso (è lunedì, che pretendi, amico?). Terzo bar, selezionatore che mi fa domande mentre si strozza con cornetto e spremuta. Mi porta poi a vedere l’ufficio, mentre ci sono trapani urlanti, polveri sottili e solo una sedia. Nel tragitto, incontro ex-collega della triennale, pensavo che il mio paese fosse piccolo, ma il mondo lo è ancora di più. Ah per cosa era il colloquio? Stage di sei mesi, con rimborso spese di 200 euri. Ma per te possiamo fare di meno (di rimborso?? Ah, no, di mesi…)…
- prendo l’unica cartina di Roma in cui mancano esattamente le due vie in cui mi devo recare. Mi affido al mio senso dell’orientamento, che fortunatamente funziona benone (tranne che a Venezia).
- gabbiano assassino che mi zompa alle spalle mentre passeggio sul Lungotevere, verso Castel Sant’Angelo; infarto multiplo e fuga verso il ponte.
- assisto alla scena turistica più kitsch del mondo: gruppo di turisti americani o simil-tali in Piazza di Spagna in posa per la foto-ricordo. Sorriso smagliante a 82 denti e fotografo del gruppo che invece del solito “Cheese” (o come diamine dicono negli altri Paesi) invita gli amici in posa a dire “PASTAAA“. Orrore e stupore. O_o e poi siamo noi italiani a fare gli idioti all’estero, eh!



Come sono andati i colloqui? ti trasferisci a Roma? Lì è pieno di turisti e quindi ti ci dovrai abituare
@euclide: sono in attesa di risposte!! se sono sopravvissuta a venezia (65.000 residenti vs. 20 milioni di turisti), potrei tranquillamente vivere a roma che è decisamente più grande
Ma no, vai a lavorare a Milano, così sei vicina ad Euclide ed abbastanza anche a me e ci si vede tutti insieme per un caffè!!!