
Le chocolates chauds che non sono capaci di fare;
le crepes di Anna, unica italiana tra francesi, che non si spiega come sa fare le crepes meglio di loro (o loro, per pigrizia, preferiscono mangiarsele e basta
);

Le chocolates chauds che non sono capaci di fare;
le crepes di Anna, unica italiana tra francesi, che non si spiega come sa fare le crepes meglio di loro (o loro, per pigrizia, preferiscono mangiarsele e basta
);
13 settembre 2007. Ebbi la (mal)sana idea di creare questo blog.
A un anno esatto dalla pubblicazione, vorrei ringraziare i 17.297 navigatori per caso che sono passati di qui (molti per sbaglio, come quelli che ancora si ostinano a cercare qui “fotos do oceano”…mah), agli amici bloggers che mi tengono compagnia e a quelli che conosco nella real life, che possono vedere quel che combino anche da lontano, che possono interpretare i particolari più nascosti che mi diverto a disseminare nei post e a quei pochi (pochissimi…forse una sola persona
) che riescono a coglierne il vero senso fino in fondo
Grazie per essere entrati, in un modo o nell’altro nel mio strange, weird world…
Come promesso, ecco qua le foto di Paris
Prossimamente anche qualche aneddoto
Buona settimana a tutti!

…potrò leggere un libro senza l’ansia di doverlo sottolineare, schematizzare e ripetere…
…non dovrò più girare per tutta Padova, con in mano una mega cartina, alla ricerca disperata del posto recondito dove stavolta hanno pensato bene di fare lezione…
Dal mio glorioso primo blog (un tentativo nato per scherzo su www.spritz.it)…Stavo rileggendo le scemenze che ho scritto (non è degno nemmeno di mettere il link, anche se so che state morendo dalla curiosità)…più che altro sembra una sorta di Twitter…Ma c’è una frase che ho scritto, un pensiero che ho voluto mettere per iscritto per sottolineare quanto una persona stava diventando importante nella mia vita.Oggi questa persona per me non è importante: è vitale.Un pensiero che mi era venuto spontaneo, una sensazione bellissima, di grande pace e sicurezza…

Ne stavo giusto parlando ieri sera. La mia splendida esperienza in famiglia a Brighton, quest’estate.Dopo i trascorsi disastrosi nel residence a Dublino l’anno precedente, per la mia super vacanza 2007 in Inghilterra decido – da incosciente – di essere ospitata in una famiglia, così imparo meglio la lingua, pensavo.
L’esperienza dell’alloggio universitario è un qualcosa di veramente unico. Tante cose positive, altrettante negative, come in ogni cosa, del resto. Focalizziamo però la nostra attenzione su un aspetto particolare di questa esperienza di vita: il frigorifero.[Guarda un simpatico video su YouTube] Leggi il seguito di questo post »
Chiedo umilmente scusa per non aver aggiornato decentemente questo blog nelle ultime settimane, ma sono stata troppo presa da un altro blog che devo costantemente tenere aggiornato per lavoro (ed è un sito tanto più complicato di questo!), cosicchè mi è venuta una po’ la nausea di wordpress, anche se – lato positivo – lo conosco ormai meglio delle mie tasche (che brutto modo di dire, ma è così).
Vi delizio quindi con un altro dei miei aneddoti sulle mie speciali vacanze all’estero, caratterizzate sempre da una certa dose di fortuna.
Dublino, Irlanda, settembre 2006: riassunto delle puntate precedenti.
Decido di fare una vacanza – studio. Inizialmente la meta era l’Inghilterra, ma durante l’estate ci sono ovviamente gli attentati a Londra.
Meglio optare allora verso l’Irlanda, socievole e verde nazione dall’inglese incomprensibile, ma dalla nightlife ideale per me: musica live e pub.
Vado nella famigerata agenzia e prenoto un residence strafigo: Dublino centro, servizio mensa, bagno in camera, stanza singola e tante altre belle cose.
Due giorni prima di partire,
Ah, ah! L’hanno chiusa, la migliore notizia che potessi ricevere. Perchè, una giustizia prima o poi c’è.
L’agenzia di viaggi che ha contribuito in modo consistente e persistente a rovinare le mie vacanze degli ultimi due anni è chiusa, cancellata, finita.
Non il tour operator (la colpa non è loro, in fondo, io lo so), solo la filiale del mio paese, che era gestita da una perfetta incompetente, che non sapeva parlare nemmeno inglese. In un’agenzia di viaggi, in effetti, mi pare superfluo.
Le colpe di cui si è macchiata la donna dalla testa di marmo che gestiva tale agenzia sono molteplici e verranno esposte nei prossimi post riguardanti i miei ultimi viaggi all’estero.
Ipse dixit