Urbe et….

16 06 2009

30 dì conta novembra, con april, giugno e settembre…e dopo mesi, mi fissano due colloqui entrambi il 15 giugno. Uno a Roma, l’altro a Milano. Ora, ho sempre desiderato avere il dono dell’ubiquità, cosa che mi sarebbe tornata molto utile durante l’università. Così, siccome entrambe le agenzie hanno sede nella capitale, ho spostato uno dei due appuntamenti e colto due colloqui con un viaggio.

Il lunedì romano di TheWeird:

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Vademecum per sprecare (in)degnamente una giornata di ferie.

13 04 2009

1. Prendete l’unica giornata di ferie che vi è stata concessa finoa questo momento. E’ importante che sia anche l’unica giornata di riposo che avrete nelle prossime due settimane, 25 aprile compreso, sapendo che mentre tutti gli altri saranno in ferie a sollazzarsi, voi sarete lì a lavorare (gratis) fino a dieci ore al dì.

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Frammenti di vita inglese – my host family

12 02 2008

Ne stavo giusto parlando ieri sera. La mia splendida esperienza in famiglia a Brighton, quest’estate.Dopo i trascorsi disastrosi nel residence a Dublino l’anno precedente, per la mia super vacanza 2007 in Inghilterra decido – da incosciente – di essere ospitata in una famiglia, così imparo meglio la lingua, pensavo.

Al momento della prenotazione, alla maledetta agenzia mi fecero compilare un modulo dove elencare richieste o allergie alimentari o altro tipo, per evitare di mandarti in una famiglia dove saresti schiattato due minuti dopo aver messo piede in casa. Appunto.

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Chiedo scusa!

6 12 2007

Chiedo umilmente scusa per non aver aggiornato decentemente questo blog nelle ultime settimane, ma sono stata troppo presa da un altro blog che devo costantemente tenere aggiornato per lavoro (ed è un sito tanto più complicato di questo!), cosicchè mi è venuta una po’ la nausea di wordpress, anche se – lato positivo – lo conosco ormai meglio delle mie tasche (che brutto modo di dire, ma è così).

 Vi delizio quindi con un altro dei miei aneddoti sulle mie speciali vacanze all’estero, caratterizzate sempre da una certa dose di fortuna.

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Frammenti di vita irlandese: Maledetta agenzia…

14 11 2007

Dublino, Irlanda, settembre 2006: riassunto delle puntate precedenti.
Decido di fare una vacanza – studio. Inizialmente la meta era l’Inghilterra, ma durante l’estate ci sono ovviamente gli attentati a Londra.

Mi prendete in giro?Meglio optare allora verso l’Irlanda, socievole e verde nazione dall’inglese incomprensibile, ma dalla nightlife ideale per me: musica live e pub.

Vado nella famigerata agenzia e prenoto un residence strafigo: Dublino centro, servizio mensa, bagno in camera, stanza singola e tante altre belle cose.

Due giorni prima di partire,

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L’hanno chiusa!!

14 11 2007

Ah, ah! L’hanno chiusa, la migliore notizia che potessi ricevere. Perchè, una giustizia prima o poi c’è.

L’agenzia di viaggi che ha contribuito in modo consistente e persistente a rovinare le mie vacanze degli ultimi due anni è chiusa, cancellata, finita.
Non il tour operator (la colpa non è loro, in fondo, io lo so), solo la filiale del mio paese, che era gestita da una perfetta incompetente, che non sapeva parlare nemmeno inglese. In un’agenzia di viaggi, in effetti, mi pare superfluo.
Le colpe di cui si è macchiata la donna dalla testa di marmo che gestiva tale agenzia sono molteplici e verranno esposte nei prossimi post riguardanti i miei ultimi viaggi all’estero.





Punti di vista

9 11 2007

Dopo otto ore di lavoro tutto ciò che si desidera è prendere il treno, chiudere gli occhi e vegetare fino a destinazione, possibilmente in silenzio, senza che nessuno ti disturbi con inutili chiacchiere.

 

Ieri sera salgo sul treno – incredibilmente vuoto – mi metto comoda: piazzo giubbotto, sciarpa, borsa e giornali sul sedile di fianco al mio e allungo un po’ le gambe. Mezzora di assoluto relax. Mi correggo: tre secondi di assoluto relax. Leggi il seguito di questo post »





Frammenti di vita irlandese: l’arrivo

4 11 2007

Gli ultimi miei viaggi all’estero si sono caratterizzati per una certa dose di fortuna. Non posso quindi esimermi dal fare qualche passo indietro, andando a ripescare nella mia memoria e raccontarvi un po’ quel che è accaduto…più Weird World di così…

Dublin (Ireland), 9 settembre 2006. Arrivo nella splendida e accogliente capitale irlandese in un caldo pomeriggio di settembre, ancora scossa per i postumi della laurea (avvenuta meno di 48 ore prima).
Il giorno dopo ero già col maglione di lana e diluviava, e così avrebbe fatto per le due settimane successive, se escludiamo il piccolo ciclone che c’è stato nelle immediate vicinanze di Dublino, evento che non accadeva da non so quanto tempo…
Una volta atterrata, recupero il mio piccolo trolley di 70 x 140 cm, 25 pesantissimi kg di plastica argentata (che già dopo il viaggio di andata era diventato color grigio topo), tanto che sia all’andata che al ritorno al check-in ci hanno appiccicato sopra un adesivo rosso con scritto HEAVY (ma dai!), mentre l’omino al banco sghignazzava assistendo ai miei vani e ridicoli tentativi di sollevare la valigia da terra (sia all’andata che al ritorno, infatti, mi sono ritrovata sdraiata sulla valigia sul nastro trasportatore, ma non importa…).

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Un lungo ritorno…

29 10 2007

Tre settimane che non tornavo a casa. Sottolineo TRE SETTIMANE.

Una serie di eventi in stile Odissea hanno reso memorabile la giornata di venerdì.

Sorvoliamo sui tre treni in ritardo la mattina per andare a Venezia.

Arrivo in ufficio, congelata e un po’ lavata, visto che fuori diluvia. Controllo la posta: toh! una mail dal Comune di Venezia: emergenza acqua alta. Benissimo. E non ho nemmeno i calzini di ricambio. Siamo andati un metro sotto.

Stacco dal lavoro, penso: bene, prendo il battello dell’una, vado a mangiare e poi – con calma -  vado a prendere il treno delle due, massimo alle 15.45 sono a casa.

AH AH AH!! 

Vaporetti sospesi fino alle 13.30 per il maltempo e l’acqua alta. E’ stato un vero piacere aspettare mezz’ora sotto l’acqua e con vento tipo bora triestina.

Comunque, il battello finalmente arriva e raggiungo la stazione (non vi parlo del mal di mare che ho avuto in quei 20 minuti di traversata…che bello lavorare su un’isola!).

Ovviamente è tardissimo. Panino per il quarto giorno consecutivo questa settimana. Forse tra poco diventerò un panino anch’io, strane mutazioni genetiche.

Prendo il treno al volo. A Monselice (amena cittadina della provincia di Padova, nota anche come la “città del vento”, vista la bufera che imperversa sempre su quella maledetta stazione), scendo di corsa per prendere la coincidenza.

Il treno  si era fermato al binario 1. L’altro era al binario 6. Il pavimento del sottopassaggio era giustamente allagato: ho provato l’ebbrezza del volo (e il rischio di rompermi l’osso del collo).

Corro corro corro…rallento rallento rallento…piango. Funesto presagio: quelli che correvano davanti a me hanno improvvisamente rallentato. Sguardi fissi: il mono-vagone che dovevamo prendere quel giorno ha deciso di andarsene due minuti prima dell’orario previsto o_O primo treno nella storia che parte prima!!

Arrivo al binario 6 disperata e vedo quella locomotiva verdina della Playmobil che sarebbe il nostro treno scomparire nella pioggia.

Prossimo treno: dopo 35 minuti. Per inciso, a Monselice non esiste una sala d’aspetto.

Ovviamente, 15 minuti di ritardo. Sono riuscita a scongelarmi soltanto la sera alle nove. Fantastico.